Apple Lisa: un fiore mai sbocciato
11 03 2008Tutto iniziò da una visita della Apple Computer nei laboratori della Xerox’s Palo Alto Research Center (PARC). Gli ingegneri PARC stavano lavorando ad un computer chiamato “Alto”, con un’interfaccia grafica completa di mouse, una grande rivoluzione per il tempo, visto che il primo prototipo dell’Alto fu realizzato nel lontano 1973, ben 35 anni fa.

Il computer Alto o Star della Xerox non ebbe mai successo, costava quanto un fuoribordo, $17,000. Alto non aveva nessun sbocco commerciale, quindi la Xerox lo archiviò.
Nel ‘79, la Apple fece visita alla Xerox, praticamente, il lupo che va nel pollaio senza che vi fosse il cane pastore, tanto per capirci.
Jobs mise poco a intuire le potenzialità di questa GUI. Visionario quale era, vide già quell’interfaccia all’interno di una macchina targata Apple. Questa è una tappa fondamentale per la casa di Cupertino. Steve Jobs stava mettendo giù le basi di quello che poi sarebbe stato il non troppo lontano Macintosh. Ma quella è un’altra storia …
La semplicità di un’interfaccia grafica, senza dover digitare acronimi strani in un terminale, avrebbe portato a se, anche i più anti tecnologici del tempo. L’idea era giusta, ma c’era un “piccolo” problema il prezzo: $9,995.
Un prezzo ben al di sopra di un computer alternativo “IBM”. Il grande fratello dell’epoca, colui che dettava legge con gli impiegati denominati “colletti bianchi” come la più dura dittatura informatica.

Sarà il motivo perché in una pubblicità dell’Apple Lisa apparve Kevin Costner? Un computer per soli VIP?
No!, anzi, la destinazione finale era il business. L’Apple disse che Lisa avrebbe semplificato l’uso del computer aumentando la produttività. Cosa che avrebbe sicuramente fatto se …
Comunque, dalla visita di Jobs del ‘79, l’Apple impiegò 3 anni per sviluppare Lisa; Jobs trasformò il computer “Alto” della Xerox in un gioiello tecnologico mai visto prima, un pò come uno scultore che lavora la pietra togliendo gli ultimi spigoli.

Ufficialmente, il nome Lisa era l’acronimo di “Local Intergrated Software Architecture”, ma si dice anche che Jobs prese il nome di sua figlia.
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Lisa aveva un processore della Motorola 68000 a 5Mhz, 1MB di Ram, monitor monocromatico da 12″ e risoluzione grafica a 720 x 365 pixels, cui pixel non erano rotondi, bensì rettangolari per ridurre lo spazio fra un pixel e l’altro, migliorando la resa grafica e il dettaglio dell’immagine.
Erano disponibili due lettori floppy da 5″ e 1/4 ed un hard disk esterno da 5MB. Il sistema operativo si chiamava Lisa OS.
La sua costruzione era allo stato dell’arte; bastava togliere il pannello posteriore per accedere a tutte le schede. L’alimentatore era facilmente sostituibile con una singola vite, un pò come la filosofia di oggi nei nostri nuovi iMac. Una sola vite per sostituire la ram.

L’Apple spese 50 milioni di dollari e quattro anni di sviluppo per un computer che faticava a restare a galla, la stessa sorte di Alto della Xerox.
Nonostante i 5Mhz della CPU (Motorola 68000) e 1MB di Ram, il complesso sistema operativo rendeva l’Apple Lisa lento. Lenti come i suoi due floppy, poco affidabili che venerò sostituiti con un unico floppy della Sony da 3″ 1/2.
Questo modello venne battezzato Lisa 2/5, dove il 2 indicava la seconda versione di Lisa e 5, la capacità del disco rigido esterno. Venne rilasciata anche la 2/10, dove l’Apple dovette ridisegnare anche l’interfaccia I/O per gestire il nuovo drive da 10MB.
L’Apple offrì ai possessori della Lisa “1″ un upgrade alla Lisa 2/5 gratuitamente fino al giugno del 1984, dopodiché, sarebbe costato $595. L’ultima evoluzione del Lisa si chiamava Macintosh XL, con il dentro il sistema operativo Macintosh in alternativa al Lisa OS.
Lisa non è mai diventata una rosa, ma in alternativa, si trasformò in una farfalla; tutto l’investimento di tempo e denaro spesi per lo sviluppo alla fine non andarono buttati. Come la fenice rinasce dalle proprie ceneri, Lisa rinasce sotto forma di Macintosh
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