Intervista all’ideatore dell’Apple I Replica “A-One”, Franz Achatz

6 03 2007

Avete sempre voluto possedere uno dei mitici Apple I e magari sapere come funzionava?
L’originale dell’epoca è ormai destinato a pochi collezionisti, dato che ne sono stati prodotti solo 200 pezzi e ne sono sopravissuti solo una cinquantina negli anni. Il prezzo odierno per il cimelio può variare da qualche migliaio di dollari ad addirittura $40,000!
Ma da oggi è possibile possederne uno, o meglio, una replica, e cioè un nuovo fiammante A-One. In questa intervista ne scopriremo tutti i segreti …

La macchina veniva venduta a $666,66 con “ben” 4K di Ram, comunque espandibile teoricamente alla ragguardevole quantità dell’epoca di 64K.
Ora, è possibile avere un Apple I con “ben” 32 Kbyte di Ram… tenete presente che il “consumo” della ram dei programmi sono al massimo di 4K o poco più, solo alcuni giochi richiedono più di 16K.

L’Apple I Replica in esame è la A-One creata da Franz Achatz, una perfetta copia dell’Apple I Originale, nel senso funzionale, distribuito dalla Achatz Electronics in Olanda.

a-one-small-1.jpg

l’A-One viene venduta in due modi: in Kit, quindi da montare, saldando tutti i componenti elettronici sulla scheda, o già costruita e collaudata, soluzione ideale se non si hanno esperienze nelle costruzioni elettroniche, personalmente ho preso il kit di montaggio.

La scheda ha un aspetto professionale ed è stata disegnata con accuratezza per farci entrare tutti i chip nello spazio di 160mm x 100mm.

La memoria ROM contiene nel suo firmware alcuni software per la programmazione in codice macchina (Assembly) nonché l’Apple Basic. Tutti questi software permettono l’uso immediato della replica senza dover caricare attraverso il Terminal (es. ZTerm) i codici del programma.

La A-One offre quel feeling di che cosa poteva essere il vero Apple I, in particolare, lo scorrimento del testo e la velocità con la quale viene disegnato sullo schermo, è un tuffo negli anni settanta dove tutti gli appassionati Home brewers si cimentavano a costruire un “Micro Computer”.

La qualità Video è eccellente nonostante l’uso del segnale composito, le lettere sullo schermo sono pulite e ben dettagliate.
La RS232 serve per trasferire programmi dal Mac/Pc nella Ram della A-One e viceversa, ho testato via ZTerm questo procedimento, è molto semplice, ho dovuto solo usare un adattatore USB/RS232 visto che i nuovi Mac sono sprovvisti di seriale.
Il risultato è straordinario, vedere sui monitor i dati che scorrono in simultanea è stata una esperienza unica, visto la differenza di età, ben 30 anni.

E’ un “must” per tutti gli appassionati di elettronica e di OLD Computers.

L’intervista:

Paolo Di Leo (P.D.) - Qual’è stato il tuo primo approccio verso i Computer Apple?

Franz Achatz (F.A.) - Ricevetti nel 1982 un favoloso Apple II, in quel periodo incominciarono a fiorire i primi home-computer, ma l’Apple II era il migliore.
L’ho usato per molti anni fino a quando non ho acquistato un Apple IIc.

P.D. - Perché hai deciso di costruire un Apple I Replica e non un altro tipo di computer, per esempio un Altair?

F.A. - Abbiamo deciso di costruire l’A-One perché nel 2006 la Apple festeggiò 30 anni di attività. Forse L’Altair sarà il mio prossimo progetto., chi sa.

P.D. - Quanto tempo hai impiegato per disegnare e costruire il tuo primo prototipo?

F.A. - Incominciai nel giugno del 2006: dovevo prima imparare il funzionamento dell’Apple I attraverso gli schemi di Steve Wozniak ed altre informazioni raccolte in internet, ma di una cosa ero certo, di dover usare la MOS 6502 come CPU e un 6821 come PIO, memorie statiche come RAM ed una Eprom.
Sicuramente era più facile usare un micro-controllore programmabile ma poi scopri che la CPU e il PIO erano ancora disponibili, così decisi di mantenere lo schema più originale possibile. Il secondo passo fu quello di disegnare il decodificatore di indirizzi, in questo caso per flessibilità del progetto decisi di usare un chip GAL, che poteva svolgere le stesse funzioni di più chip singole.
Per la sezione video usai un programma (Video Terminal Program) già scritto per un chip “MEGA8″, feci alcune modifiche per farlo funzionare in un chip “MEGA32″.
Nel frattempo, il mio amico San Bergmans creatore del programma SB Assembler (Un programma per scrivere in codice macchina), incominciò a scrivere una versione ridotta che potesse entrare in un banco di memoria ram da 4K, alla fine San c’è l’ha fatta, e mi sa che rimasero anche 2 byte!
San ebbe l’idea anche di disegnare due mappature diverse per la memoria ram per facilitare implementazione del chip GAL.
Finita anche l’interfaccia PS2 e dopo quattro lunghe settimane di costruzione e programmazione, il primo prototipo fu finalmente pronto.
La replica non era ancora perfetta, San decise di riscrivere il firmware del programma video così che funzionasse con qualsiasi televisore con refresh sia a 50 che 60Hz.
Fatto questo dovevo ridisegnare la scheda è mandarla in produzione ad una ditta specializzata.

P.D. - Che problemi hai incontrato durante la costruzione dell’A-One?

F.A. - Il progetto dell’A-One era fantastico, non ci furono problemi, forse solo alcuni dibattiti di come disegnare l’interfaccia seriale.

P.D. - Hai dovuto chiedere a Steve Wozniak il permesso di usare il suo “Woz Monitor”?

F.A. - Si, Steve mi disse che potevo usare il suo Apple I Rom per la mia Replica; nel lontano 1975, Steve distribuì gli schemi del suo Apple I e il codice Rom all Homebrew Computer Club, spedì a Steve anche un prototipo dell’A-One.

P.D. - Come hai conosciuto San Bergmans?

F.A. - Siamo membri del club WIS in Tilburg/NL, San aveva idee favolose e scrisse l’A1-Assembler. Ha anche un sito fantastico che parla dell’Apple I.

P.D. - Hai vinto un premio per questo progetto ?

F.A. - Si, nel 2006 c’era un concorso della Atmel (produttore di micro-controllori) chiamato Atmel AVR Design Contest presentato dalla rivista del settore Circuit Celler Magazine/USA. Vincemmo il premio “Distinctive Excellence “.

P.D. - Progetti futuri ?

F.A. - Siamo disegnando l’interfaccia ACI, un interfaccia per cassette per l’A-One.

Esiste anche la possibilità di sostituire la RAM originale con un NVRAM (Un memoria RAM con batteria al Litio all’interno), così da non perdere i dati una volta spento il computer, una sorta di hard disk primitivo.

La A-One è un computer fantastico, ti porta indietro fino ai tempi dei primi pionieri informatici quando i computer avevano la loro personalità .


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